Ospiti

Il servizio di coordinamento della formazione ADiCASI si presenta

La missione del servizio di formazione ADiCASI è quella di sostenere, coordinare e promuovere la formazione continua e di base nelle Case per Anziani al fine di garantire uno sviluppo costante della qualità dei servizi con un’attenzione finalizzata al benessere dei residenti, familiari e collaboratori. La cultura della formazione che vogliamo realizzare mira a rendere le risorse operative di ogni settore professionale delle CpA, ancor più consapevole dell’importanza del proprio ruolo, impegnate e sensibili a nutrire il proprio ed altrui ambiente di apprendimento, di aggiornamento professionale e crescita personale, impattando conseguentemente anche sul proprio benessere e sulla propria professionalità. Il nostro scopo è rendere la formazione per le CpA pertinente alle esigenze, razionale e allineata alle strategie Cantonali in merito alla politica sulla promozione della salute e il coordinamento sanitario.

Per realizzare tutto ciò, progettiamo, proponiamo e organizziamo interventi formativi tenendo conto dei bisogni dei nostri destinatari, dei committenti e dei partner coinvolti. Analizziamo la domanda di formazione dei nostri associati e proponiamo della formazione adeguata alle loro esigenze, alla loro strategia, lasciando loro l’autonomia di identificare gli obiettivi che vogliono o sentono la necessità di raggiungere attraverso il nostro contributo. Per concretizzare tutto questo ci avvaliamo della collaborazione degli istituti di formazione e/o delle associazioni di categoria già presenti sul territorio. Crediamo fermamente che la collaborazione e la messa in rete delle competenze sia di fondamentale importanza per uno sviluppo sano e dinamico del settore.

Durante questo primo anno di attività il servizio di formazione ADiCASI si è dedicato principalmente ai seguenti progetti:

  • Cure palliative- certificazione A2 per tutti gli operatori sanitari, in collaborazione con SUPSI e Centro Professionale Sociosanitario Infermieristico (CPSI)
  • Progetto Re Care in collaborazione con DFP e SEFRI- per lo sviluppo di un programma di formazione attorno al tema della resilienza degli operatori sanitari che lavorano nelle cure di lunga durata
  • Riorganizzazione e ottimizzazione dei corsi LTTP- su mandato dell’Ufficio degli Anziani e delle Cure a Domicilio (UACD) e della CPSI. ADiCASI gestisce le giornate di pratica clinica per gli allievi infermieri del 1°anno
  • Formazione per i Quadri attorno ai temi della valutazione e valorizzazione del personale, legge federale sul lavoro, risk management
  • Coaching, team coaching e team building per richieste puntuali
  • Organizzato conferenze attorno temi d’interesse comune e d’informazione generale- Carpe Diem, Legionella
  • Analisi dei bisogni formativi per il settore dei servizi alberghieri e di ristorazione
  • Proposte formative puntuali con ASTAG per il mantenimento della patente OAUT.

Per maggiori informazione e dettagli, la signora Viviana Spagnoli, responsabile del servizio è volentieri a disposizione:

Luca Leuenberger
Segretario generale ADiCASI

PIERONI HANNELORE SAGL, LUGANO E PROGETTO TERAPIA ASSISTITA CON ANIMALI

Pieroni Hannelore Sagl è attiva dal 2004, in tutto il Sottoceneri, e si occupa di cure ed assistenza a domicilio, con lo scopo di dare un aiuto concreto all’utente per mantenere la propria autonomia a domicilio, diminuire la frequenza dei ricoveri e sostenere il paziente e la sua famiglia.

Azienda formatrice dal 2005, ha seguito i percorsi formativi di molti apprendisti oggi affermati professionisti sanitari. Attualmente vantiamo un team di 4 infermieri formatori che seguono 4 studenti OSS e una studentessa ACSS.

Gli apprendisti vengono seguiti a tu per tu durante tutto il percorso facendo esperienza della realtà domiciliare in cui verranno a conoscenza di ogni tipo di paziente; seguendo piani di cura personalizzati in base alla situazione.

Tra i vari progetti attivi abbiamo sviluppato la terapia assistita con animali, in cui un’équipe interprofessionale, composta da formatori, apprendisti e professionisti della terapia con animali cooperano per intervenire in maniera pro attiva sul benessere psico-sociale dei pazienti.

In questo progetto i nostri apprendisti riescono ad instaurare relazioni empatiche e di supporto a pazienti con isolamento sociale intervenendo su un aspetto fondamentale del benessere di ogni persona.

L'attività consiste in un'ora e mezza settimanale in cui vengono coinvolti 8-15 pazienti per due momenti di attività con animali di diverso tipo (cani, cavalli, pony, conigli, ecc.) seguiti da esperti nella gestione degli animali. Vi è poi un momento di ristoro in cui i pazienti fanno una piccola merenda dove colloquiano tra di loro o con gli operatore/apprendisti. Il tutto viene svolto in una fattoria di Carabbia con spazi coperti e non.

Nel progetto gli apprendisti sono coinvolti in tutte le fasi del percorso, che si articolano nel proporre l'attività ai pazienti direttamente a casa o telefonicamente, curandosi di valutare le capacità motorie per il trasferimento e le necessità alimentari legate a patologie o intolleranze. Alcuni di loro si occupano anche del trasporto degli utenti dal domicilio alla fattoria ed il ritorno.

Durante le attività collaborano con gli altri operatori per coinvolgere gli utenti ed aiutarli durante lo svolgimento delle stesse. Si occupano della preparazione degli alimenti e del riordino durante la merenda. Sotto supervisione eseguono la raccolta dei dati relativi all'efficacia della terapia assistita (che verranno poi elaborati in maniera scientifica per il progetto) e vengono coinvolti nelle riunioni di progetto per riportare le loro esperienze e ragionamenti volti al miglioramento dello stesso.

Infermieri formatori:

Aletti Marco

Pagnozzi Monica

ALVAD - VACANZE INCLUSIVE

Esperienza di formazione e di vita per apprendisti ACSS e OSS con un gruppo di persone affette da SLA in vacanza nel Canton Ticino.

Da diversi anni, nel periodo estivo, il nostro servizio di assistenza e cura a domicilio ALVAD è coinvolto nella presa a carico delle cure di base e tecniche di un gruppo di persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (SLA).

Si tratta di una vacanza offerta dall’associazione ALS Verein Schweiz in collaborazione con ASLASI (Associazione Sclerosi Laterale Amiotrofica della Svizzera Italiana), che permette alle persone colpite da questa insidiosa malattia neurologica degenerativa di trascorrere, accompagnati dai propri cari o da soli, un soggiorno nel Locarnese. Generalmente gli utenti arrivano da tutti i cantoni del nostro paese verso la metà di agosto, per una durata di otto giorni.

A dipendenza della gravità o dello stadio della malattia e, in primis, anche dei loro desideri, hanno la possibilità di soggiornare in albergo oppure presso la Clinica Santa Chiara, dove vengono riservate delle camere in un piano dedicato momentaneamente a quello scopo.

Questa esperienza, oltre ad essere estremamente arricchente dal punto di vista umano e relazionale, ci porta ogni anno a superare nuove sfide per permettere ai nostri ospiti di soggiornare in Ticino nel migliore dei modi, e di poter partecipare il più possibile alle gite e ai momenti di condivisione organizzati dalle associazioni.

Dal 2016 ALVAD ha pensato di coinvolgere gli apprendisti per condividere questa esperienza diversa dal contesto di lavoro abituale a domicilio, per permettergli di confrontarsi con situazioni di cura complesse alle quali spesso è aggiunta una difficoltà di comunicazione causata dalla malattia e dalla lingua.

Prima che inizi la “settimana SLA” i tirocinanti devono preparare una piccola relazione contenente una descrizione della patologia, i principali segni e sintomi, eziologia, prognosi, terapia e una riflessione su quali potrebbero essere le principali difficoltà legate alla presa a carico di questi utenti e come potranno soddisfare i loro principali bisogni con le competenze in loro possesso.

Generalmente si dà poi avvio alla vacanza con un aperitivo conoscitivo durante il quale gli utenti vengono a contatto con le loro persone di riferimento.

Nel corso di questa settimana gli apprendisti sono sempre affiancati da collaboratori formati e da subito cominciano ad avvicinarsi agli utenti per aiutarli nelle attività di vita quotidiana. Lo stretto contatto professionale ed emotivo solitamente acuisce lo spirito di appartenenza a un team, ma non è l’unica relazione che si instaura. Infatti gli utenti, nonostante le avversità e la malattia gravemente invalidante che in alcuni casi li rende completamente dipendenti da terzi, affrontano la vita con grande coraggio e allegria ed è spesso palpabile l’empatia che si crea nei loro confronti.

Molte sono le loro testimonianze di gratitudine provenienti da utenti e collaboratori, e come conseguenza della passione per il lavoro svolto, il coinvolgimento di tutti va spesso oltre l’orario di lavoro.

Al termine della settimana viene infine chiesto agli apprendisti di redigere una relazione in merito all’esperienza vissuta, nello specifico cosa ha portato e cosa si potrebbe migliorare.

Per concludere condividiamo due brevi estratti dallo scritto di due apprendisti che hanno condiviso questo momento.

“…La settimana trascorsa in particolare con il signor R è stata fantastica, arricchente dal punto di vista umano. Loro hanno una forza incredibile e ci trasmettono “qualcosa” difficile da spiegare ma che fa star bene e ci fa apprezzare il magnifico lavoro che noi svolgiamo…”

  1. R. apprendista 1 anno OSS

“…pensavo di non riuscire ad instaurare un buon rapporto con la signora S. perché afasica e scriveva solo in tedesco, poi con i giorni ho imparato a capire anche senza usare le parole e questo mi ha fatto un grandissimo piacere…”

A.H apprendista OSS 1 anno

 

Locarno, Monica Willimann Fornera, Resp. formazione apprendisti ALVAD

SPAZIO AZIENDE FORMATRICI E SCUOLE PROFESSIONALI

I formatori di apprendisti in azienda accompagnano e valutano le PIF (persona in formazione) secondo i medesimi principi della formazione professionale di base sia provenienti essa organizzata dall’azienda (duale) sia essa organizzata dalla scuola (CPS-SSPSS). Anche se con tempistiche diverse e anche se gli studenti giovani sono seguiti dai docenti clinici.

FORMAS ringrazia le aziende che hanno contribuito ad arricchire questo spazio a loro    dedicato condividendo la propria realtà.

CURASUISSE e Domotica

Il Servizio di Cure a Domicilio Curasuisse è un organizzazione privata per la presa a carico delle persone che necessitano di qualsiasi tipo di assistenza a domicilio, sia a livello di cura diretta alla persona che del suo habitat, al fine di favorire il più a lungo possibile la permanenza al proprio domicilio.

Offre all’utente cure di qualità e continuità grazie alla presa a carico sul Modello micro-équipes, all’attribuzione di un infermiere di riferimento e ad incontri regolari in équipes per la discussione di casi.

Il Servizio copre il fabbisogno di cura nelle zone del Locarnese, Bellinzonese e valli, Luganese.

Curasuisse è luogo di formazione sia per Tirocinanti OSS e ACSS, per allievi infermieri ed è anche luogo di stage per l’orientamento della persona alle professioni sanitarie.

Abbiamo integrato alle cure dirette alla persona un sistema di assistenza e sorveglianza all’avanguardia attraverso la Domotica; ciò permette di rispondere maggiormente al bisogno di sicurezza della persona, aumentandone ulteriormente la possibilità di permanenza al domicilio, anche in caso di deficit cognitivi di entità lieve, di deficit motori e malattie neurologiche degenerative.

Infatti è possibile, attraverso l’attivazione di dispositivi domotici di vario genere controllabili a distanza ( controllo dell’impianto elettrico, rilevamento fumo, bottone caduta e geo-localizzazione della persona, eye-control…), garantire un intervento immediato atto a prevenire incidenti domestici e/o a prestare soccorso immediato alla persona in difficoltà. Questo sistema aumenta la possibilità di permanenza al domicilio.

INTER-NURSING

CONTESTO DI CURA Il nostro servizio di cura a domicilio, con il suo personale qualificato, motivato e in continua crescita qualitativa, offre alla persona bisognosa e alla sua famiglia una qualità di vita, un benessere quotidiano, un’assistenza sanitaria e un accompagnamento alla morte, nel rispetto delle singole esigenze individuali.

Internursing dispone di oltre 150 collaboratori professionali, tra cui infermieri, assistenti geriatrici, operatori socio sanitari, assistenti di cura, collaboratrici sanitarie, selezionati accuratamente, garantendo delle prestazioni di elevata qualità.

Attualmente Internursing dispone di due équipe professionali:

  • Un équipe che si occupa di prestare professionalmente le cure in ambito generale
  • Un équipe che si occupa di prestare specificatamente e professionalmente delle cure in ambito psichiatrico

RAGIONI PRINCIPALI PER L'ESISTENZA DI UN MODELLO CONCETTUALE DI ASSISTENZE INFERMIERISTICA

Vari autori hanno descritto la propria visione dell'assistenza in teorie generali, e molte di queste hanno contribuito allo sviluppo di altre più specifiche in rapporto a vari contesti e situazioni dell'assistenza spesso intesa come sequenza di fasi precostituite, ma anche come relazione tra soggetti o anche come influenza (si veda Rogers e la sua scuola). Per coloro che identificano l'assistenza quale processo logico-sistematico, troviamo come elementi comuni[2]

  • Accertamento: processo di raccolta sistematica di dati, da cui conseguirà la scelta e l'organizzazione di tali dati, con stesura di una sintetica relazione finale. Questa prima fase ha lo scopo di descrivere, nel modo più completo possibile, la situazione clinico-anagrafica del paziente preso in carico, definendone nel modo più preciso possibile il quadro generale (visione olistica dell'assistito)
  • Diagnosi: interpretazione dei dati dall'accertamento in base alle ipotesi-guida, nel valutare il bisogno del paziente, traendone un giudizio finale
  • Pianificazione: sviluppo degli obiettivi e degli interventi finalizzati ad elevare lo stato di salute socio-psico-fisiologico del paziente (benessere) fino ai livelli antecedenti allo sviluppo della/e problematica/e, e, ove il paziente aderisca, anche a livelli superiori di benessere
  • Attuazione: messa in atto del piano di assistenza attraverso interventi infermieristici pianificati.
  • Valutazione: determinazione delle risposte del paziente agli interventi infermieristici e del grado di successo nel raggiungimento degli obiettivi.

Il curante inoltre, trovandosi più stimolato e sensibilizzato a mettersi in dubbio risulterà maggiormente consapevole del suo ruolo. La consapevolezza di una maggiore conoscenza teorica aumenterà il potere del curante il quale, utilizzando, per ogni utente, una metodologia sviluppata sistematicamente – che descrive, prevede e controlla i fenomeni – favorirà una maggiore probabilità ad ottenere un realistico successo individualizzato nelle cure.

[2] Lillian Sholtis Brunner, Doris Smith Suddarth e Suzanne C. OʼConnell Smeltzer, Infermieristica medico-chirurgica, vol. 1, Milano, Casa Editrice Ambrosiana, 2010.

STRUMENTO DI GESTIONE DELL’ASSISTENZA INFERMIERISTICA ALL’INTERNO DI INTERNURSING

Internursing ha sposato la filosofia del sistema RAI-HC (Resident Assessment Istrument – Home Care)

LA VALUTAZIONE

L’elemento centrale nella valutazione dei bisogni con il RAI-HC é:

L’ MDS (minimum data set)

Il RAI dispone anche di un altro strumento alla quale facciamo capo per la nostra casistica di utenti psichiatrici, il MH (Mental Health: permette la valutazione e l’analisi accurata delle capacità e dei limiti presenti nella psichiatrica ambulatoriale e stazionaria).

DIAGNOSI INFERMIERISTICA

La diagnosi infermieristica è individuazione di un problema reale o potenziale di una persona correlato alle possibili cause che lo hanno determinato. All’interno del nostro servizio viene applicato il metodo NANDA[3].

[3 ] http://it.wikipedia.org/wiki/Diagnosi_infermieristica

LA PIANIFICAZIONE

La pianificazione delle cure viene elaborata secondo i modelli funzionali di Marjory Gordon[4] che prendono origine dall’interazione persona-ambiente: ogni modello è l’espressione di un’interazione biopsicosociale.

[4] http://www.thinktag.it/system/files/6549/gordon.pdf?1292164487

Spazio aziende/spazio DFP/spazio scuole professionali

In breve sull’Associazione Movimento e sull’Incontro

L’Associazione MOVIMENTO è il referente sul territorio dell’Engadina e le valli meridionali, per quanto riguarda la presa a carico e l’accompagnamento di persone con disabilità. I quattro centri di competenza UFFICINA Samedan, L'INCONTRO Poschiavo, con BUTTEGA Scuol, come pure la BUTTEGA Jaura in val Müstair, mettono a disposizione un’offerta per il settore abitativo, occupazionale e dell’integrazione lavorativa. Attualmente circa 90 persone, in prima istanza persone con disabilità, come pure persone che dispongono di misure legate all’integrazione lavorativa, usufruiscono dell’offerta d’accompagnamento.

L’INCONTRO è un'istituzione che risponde alle necessità e agli interessi delle persone portatrici di un disagio psichico o mentale residenti nella Valposchiavo. La struttura, suddivisa in laboratorio protetto, centro diurno e nucleo abitativo, offre attualmente circa 22 posti di lavoro protetti (al 100%) e 12 posti abitativi. Quest’offerta viene assicurata tramite il lavoro di una ventina di collaboratori. Il settore dei posti di lavoro protetti si orienta verso la produzione (falegnameria, bigiotteria, cartoleria, candele, cucina, ecc..). Presso il centro diurno invece ci si occupa delle attività legate alla risocializzazione, al mantenimento didattico, e ad altre attività non produttive. Presso il centro diurno vengono offerti 9 posti protetti (al 100%).

Per maggiori informazioni, prego visitare il sito www.movimento.ch

Questo nostro bisogno di normalità

Nel 2016, un gruppo di 15 utenti dell’Incontro Poschiavo, un’istituzione che si occupa dell’integrazione di persona con disagio psichico e mentale nella società, hanno partecipato a un laboratorio teatrale con il regista Flavio Stroppini. Josy Battaglia, responsabile di sede dell’Incontro Poschiavo ha voluto soffermarsi a riflettere su quest’esperienza.

Quella passata è stata la quarta edizione dopo quelle del 2007, 2010 e 2013. Tutti laboratori che a distanza di tre anni l’uno dall’altro, si sono svolti all’interno della stessa cornice: un numero definito di incontri fra un regista e un gruppo di utenti (nel 2016 il laboratorio teatrale è stato condotto dal regista ticinese Flavio Stroppini, che ha lavorato con quindici utenti dell’Incontro, due accompagnatrici e un’attrice esterna per 8 mesi), che poi sfociano in una rappresentazione teatrale, e una replica, rivolte entrambe alla popolazione della Valposchiavo. Solita buona partecipazione degli utenti, e buon successo di riscontri fra la popolazione (alle rappresentazioni del 2016 hanno assistito un totale di ca. 450 persone).

Ma che senso ha avuto negli anni, e quale significato persegue oggi un simile progetto?

Dal mio punto di vista il tutto ha a che fare con il processo storico d’integrazione sociale della persona disabile. Potremmo forse azzardare che c’entri qualcosa anche Franco Basaglia, che fra i primi in Italia (e come lui altri in Europa), ha pensato che la presa a carico del diverso, della persona disabile, andasse separata dal concetto di istituzione totale intesa come struttura chiusa. Togliere dall’istituzione per rimettere nella società. E il paradosso è che l’istituzione, l’erigersi di una struttura solida, di spazi separati e definiti, di uno stabile, nel nostro caso l’ex scuola della Comunità Riformata di Poschiavo, è da considerarsi passaggio dovuto e strettamente necessario per poi poter riavere la libertà di andarsene. Basaglia aveva immaginato tutto questo, e il fatto che l’abbia fatto nella società di allora, lo elegge a nostro “padre ideologico”, nonché “custode professionale” dell’intervento sociale in favore delle persone disabili per come lo concepiamo oggi. Basaglia ha risposto a un’istituzione chiusa, con il coraggio e la curiosità dell’apertura. Ed è forse anche grazie a questo coraggio che per ben quattro volte in 10 anni, operatori e utenti dell’Incontro hanno saputo di volta in volta sempre più affrontare la sfida del confronto diretto con la società, dentro la società, fuori dall’istituzione. È tornata ad essere una cosa normale, per fortuna, lo stare fuori e non dentro.

La rappresentazione teatrale “Frammenti” nel 2016 si è svolta fuori dall’Incontro, presso il centro tecnologico del legno a Poschiavo, dentro il paese. Ecco perché penso che il laboratorio teatrale possa ben riassumere il processo storico legato all’approccio alla disabilità. Percorso che ha visto la persona disabile passare da un ipotetico isolamento domiciliare, condizionato a volte anche dall’inadeguatezza di famiglie sopraffatte da una quotidianità e da un disagio difficili da gestire, all’invenzione dell’istituzione e di una certa “autonomia dipendente”. Quella stessa istituzione alimentata dall’idea che bisogna aggregare e creare nuovi luoghi d’integrazione. Fino ad arrivare ai giorni nostri, come a voler chiudere un cerchio, anche attraverso una rappresentazione teatrale e progetti di questo tipo, compiendo un altro importante e provvisorio passo verso l’integrazione totale: quello che restituisce la persona al suo territorio, alla sua gente, alla popolazione che accorre in gran massa per riconoscere ciò che già conosce, di cui forse ci si era un po’ dimenticati, anche a causa del fatto che l’istituzione include, e allo stesso tempo rischia di creare un’inevitabile distanza con chi sta fuori.

Bisogna fare cose speciali, a volte, per riuscire nell’intento di apparire normali. Ed è così forse che mentre nelle tre precedenti edizioni si è cercato di riprodurre storie altre, sceneggiature legate a un tipo di rappresentazione teatrale classica, questa volta il regista Flavio Stroppini, dal mio punto di vista, ha saputo andare oltre. Ha messo in scena il racconto delle storie speciali che contraddistinguono quindici esseri umani, tutti diversi l’uno dall’altro, e per questo così normali. Verrebbe da chiedersi se c’era davvero bisogno di tutti questi anni, di tutta questa strada e di tutto questo lavoro per arrivare fin lì. Non so. So solo che un palcoscenico domato dagli utenti dell’Incontro, e una platea stracolma di persone sorprese, fra le cose immaginabili, sono un modo bellissimo per soddisfare questo nostro bisogno di normalità.

Poschiavo, 19.05.2017

Josy Battaglia, responsabile di sede L’INCONTRO Poschiavo

Il DVD contenente il docufilm del laboratorio teatrale L’INCONTRO 2016 sarà presto acquistabile! Per maggiori informazioni a riguardo chiamate lo 081 / 844 04 74.


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